Interruzione sito!
Riattiviamo il sito,interrotto per ristrutturazione.
Chiediamo scusa.
G.Pino
Ricorso Corte Europea!Nota di Servizio
Nota di Servizio per gli ex Carabinieri Ausiliari, ex Militari Forze Armate.
Domani ultimo incontro con l’avvocato Filomena Falsetta nel suo studio a Cosenza alle 17.00 prima dell’invio del ricorso alla Corte Europea. Chi non può venire può seguire l’iter proposto da Bruno Rotellini:
IL PERSONALE CHE E’ INTERESSATO A PARTECIPARE AL RICORSO PRESSO LA”CORTE EUROPEA” DEVE EFFETTUARE LA SEGUENTE PROCEDURA: ESTRAPOLARE E SOTTOSCRIVERE LA PROCURA DAL SITO http://www.filomenafalsetta.it (ALLA VOCE “AZIONI A TUTELA DEL PERSONALE PUBBLICO”), VERSARE UN CONTRIBUTO PER LE SPESE LEGALI PARI AD € 50,00 (PRESSO UFFICIO POSTALE - N. CARTA 4023600576624094), ALLEGARE UNA COPIA DELLA CARTA D’IDENTITA’ E LA RICEVUTA DEL CONTRIBUTO VERSATO, SPEDIRE LA PREDETTA DOCUMENTAZIONE AL SEGUENTE INDIRIZZO: STUDIO LEGALE AVV. FILOMENA FALSETTA C/O ABC CALABRIA, C/DA GRAMAZIO S.N. 87100 COSENZA.
Equa riparazione ragionevole durata del processo “Legge Pinto” Promotore Giuseppe Pino,assistito e’ difeso dal Legale del SUPU,Avv.Maria Martignetti del foro di Roma
3671_sentenza-giusto-processo.pdf-Leggi tutto
Giuseppe Pino
Pensioni Militari: L’Onnipotenza Incontrollata!!
Pubblichiamo,il grido di dolore di un nostro Collega,l’ennesimo,colpito dalla scure dell’innipotenza dei super burocrati, e super stipendiati Signori del Comitato di Verifica per le Cause di Servizio.
Associazioni d’Arma,Sindacati di Polizia,COCER,se ci siete battete un colpo!Questi Signori stanno distruggendo i nostri diritti.
Commentate l’articolo.
Salve a tutti.
ormai è ONNIPOTENZA follia pura, il C.V.C.S. ha ritenuto la infermità già riconosciuta dipendente da causa di servizio nell’anno 1983, con la quale già dal 1994 usufruivo le cure inalatorie con spese a carico del Ministero Difesa, non dipende da causa di servizio, la lettera ricevuta mi invita a fare in dieci giorni osservazioni da inviare a sostegno che apportino elementi innovativi rispetto a quanto già esaminato dal C.V.C.S.
di questa infermità avevo chiesta nel 2004 domanda per aggravamento infermità ed avevo allegato il verbale da dove si evince chiaramente che l’infermità e si dipendete da causa di servizio.
senza che si sia provveduto all’iter previsto e cioè convocazione presso la C.M.O.
Pertanto non doveva pronunciarsi su una infermità già riconosciuta dipendente da causa di servizio, in quanto divenuta definitiva come da leggi vigenti.
Ho inviato una lettera al funzionario responsabile, che non ritengo utile fornire ulteriori osservazioni per i pregiudizi evidenziati per non incorrere ad una ennesima umiliazione come persona e sia come Maresciallo, che ha operato per circa trent’anni nell’aree ad alta intensità operativa, dal suddetto C.V.C.S., Delibera che ha preso in esame e valutato, senza tralasciarne alcuno, tutti gli elementi connessi al servizio e tutti i precedenti di servizio risultati dagli atti( una dicitura identica già vista sia per l’istante e rivista anche con altre delibere inviate ad altri soggetti).
Che se veramente avrebbero valutato, si sarebbero accorti che la patologia in trattazione era stata già riconosciuta si dipendente da causa di servizio. pertanto il C.V.C.S., se avesse preso veramente in esame la pratica, sicuramente si sarebbero accorti, CHE ERA GIà STATA RICONOSCIUTA, che lo scrivente non lavorava al CATASTO E TANTOMENO non avrebbe annullato una patologia per il servizio prestato nelle varie condizioni di servizio svolte nei climi freddi e umidi neppure sotto il profilo concausale efficiente e determinante gli Ufficiali facenti parte del C.V.C.S, dovrebbero essere a conoscenza, in quanto anche loro all’inizio delle proprie carriere avranno operato nei reparti operativi, altrimenti si dovrebbero chiedere ulteriori informazioni ai Comandi con i quali l’istante ha operato.
Ho contestato la legittimità del giudizio sulla base delle seguenti argomentazioni: Violazione del giusto procedimento. Eccesso di potere. Arbitrarietà. Erroneità. Ingiustizia manifesta.
Ho chiesto l’annullamento del decreto con l’attivazione dell’iter per l’aggravamento del’infermità
Una risposta per se negativa ma motivata in base alla 241/90.
Pertanto sono in attesa di risposta
Lettera firmata
Antonio Pappalardo
Il Ricongiungimento:di “Antonio Pappalardo”!!
Il ricongiungimento
Il ricongiungimento, almeno quello di cui si parla in questi giorni al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, non è una congiunzione astrale o planetaria. Di quest’ultima si è discusso qualche anno fa quando tutti i pianeti del sistema solare decisero di mettersi tutti da una parte rispetto al Sole. Qualcuno presagì squilibri gravitazionali che - a suo dire - si sarebbero prodotti e preannunciò sciagure spaventose.
Grazie al cielo non accadde nulla. Il giorno dopo le cose andarono come il giorno prima.
Invece, dopo il ricongiungimento voluto dal Comandante Generale dell’Arma, Leonardo Gallitelli, le cose nell’Arma cambieranno e di parecchio.
In verità (diceva Cristo, ma qui è il caso di ripeterlo), tanti anni or sono, quando il COCER, come dice qualche nostalgico, ancora si faceva valere, erano state approvate diverse delibere in cui si denunciava che non poteva il Comandante Generale ad ogni inaugurazione dell’anno accademico alla Scuola Ufficiali Carabinieri proclamare pomposamente che al centro dell’Istituzione vi era l’uomo/carabiniere, con tutti i suoi problemi, soprattutto quelli familiari. E poi, finita la festa e gabbato il santo, si imponeva il principio che di fronte alle esigenze istituzionali quelle dell’individuo passavano comunque in second’ordine. Sicché costui veniva schiacciato inesorabilmente all’angolo.
Ed era inutile protestare, sino all’urlo, che un uomo motivato, che sta bene a casa, lavora meglio e rende di più. Anzi, qualche testa gloriosa andava cianciando che si ottenevano migliori prestazioni dal carabiniere se lo si intimoriva.
E così alla fine venivano fuori statistiche disastrose sulla situazione delle famiglie dei nostri militari, al cui interno si manifestavano devianze di ogni genere: matrimoni falliti, figli drogati, o addirittura assorbiti in contesti criminali, malattie depressive, e così via.
Con la circolare del Generale Gallitelli sul ricongiungimento dei coniugi si è operato un cambiamento epocale nell’Arma. Infatti, quello che rileva non è tanto l’aver ottenuto il ricongiungimento familiare per cui da domani il marito che presta servizio a Bolzano si riunisce con la moglie che lavora a Canicattì, così restituendosi serenità e, perché no, anche miglioramento della condizione economica alla famiglia (in due località si spendono più soldi).
Ciò che più conta è il fatto che da domani le esigenze dell’istituzione non saranno più prevalenti in assoluto rispetto a quelle del singolo carabiniere. D’ora in poi i vari comandanti, anche quelli ancora con mentalità retriva che grazie al cielo sta scomparendo nell’Arma (ci vorrà ancora qualche anno, ma sono fiducioso), si dovranno adeguare al nuovo principio.
Il carabiniere, con la sua umanità, con la sua personalità, ma soprattutto con la sua dignità sarà veramente il centro dell’Istituzione. E ciò sarà non solo una conquista sociale, ma anche - e ne sono certo - una spinta verso una resa migliore nel servizio e un futuro che, come dice Pierre Teilhard de Chardin, “appartiene a coloro che trasmettono alla prossima generazione motivi per sperare”.
In questi giorni il Generale Gallitelli ha trasmesso un motivo per sperare. Il nostro auspicio è che esso non sia l’unico.
Antonio Pappalardo
Pensioni Militari:Comitato di verifica Cause di Servizio:Interrogazione Parlamentare,sara’ presentata dall’On.Filippo Ascierto!!
Interrogazione a risposta scritta dell’On. Filippo Ascierto
Al Sig. Ministro dell’Economia
Al Sig. Ministro della Difesa
Premesso che:
- con DPR 29 ottobre 2001, n. 461, sono state pubblicate nuove norme per la semplificazione dei procedimenti per il riconoscimento della dipendenza dalle infermità da causa di servizio, per la concessione della pensione privilegiata ordinaria e dell’equo indennizzo, nonché per il funzionamento e la composizione del Comitato per le pensioni privilegiate ordinarie;
- i vari Comandi di Corpo, non avendo avuto disposizioni attuative comuni per disciplinare la materia secondo i criteri di semplificazione individuati, hanno emanato circolari spesso non uniformi e in molti casi contro gli interessi degli aventi diritto;
- il Comitato per le pensioni privilegiate ordinarie si è fatto subito notare per i provvedimenti adottati, che spesso sono stati iniqui e non rispondenti alle reali infermità contratte dal personale militare;
- una delegazione del SUPU (Sindacato Unitario dei Pensionati in Uniforme), rilevate queste anomalie, anche su segnalazione dei propri iscritti, che lamentavano ingiustizie e sperequazioni, ha chiesto ed ottenuto un colloquio con il Presidente del Comitato di Verifica Cause di Servizio;
- il suddetto funzionario ha risposto che:
• le richieste di riconoscimento di cause di servizio vengono bocciate anche perché dai vari Ministeri pervengono pratiche incomplete, con documenti che non confortano quanto rappresentato dagli interessati e addirittura fogli in bianco;
• il Comitato (che inspiegabilmente non chiede chiarimenti agli Uffici pensioni dei vari Ministeri) ha insufficienza di organici e minore attenzione verso le proprie attività da parte dei suddetti uffici ministeriali;
- i più colpiti da questi provvedimenti iniqui risultano coloro che sono stati arruolati prima del 1981, cioè tutti quelli che, senza essere sindacalizzati, hanno combattuto efficacemente il terrorismo e la criminalità organizzata;
Tenuto conto che:
- il suddetto Comitato, proprio perché sprovvisto di mezzi e strumenti idonei, risulterebbe inutile e costoso per il contribuente, in considerazione del fatto che esiste la Commissione Medica Ospedaliera che un tempo svolgeva sino al 2001, e in modo più efficace, le funzioni ora attribuite al Comitato, che parrebbe uno organismo creato per finalità clientelari;
- peraltro, il Comitato è costituito da 25 componenti, di cui solo due sono medici, Generali di Corpo d’Armata delle FF. AA., certamente i più esperti, che spesso sono messi in minoranza;
- il personale militare vive notevoli ristrettezze economiche e non si può permettere il “lusso”, di fare ricorso contro questi provvedimenti iniqui, in quanto costosi;
si intende sapere se:
- si ritiene utile mantenere un organismo, inutile e costoso e peraltro non professionalmente idoneo a svolgere le mansioni previste dal DPR richiamato.
On. Filippo Ascierto PDL
Gen.Antonio Pappalardo
antoniopappalardo46@libero.it
G.Pino
pino.supu@yahoo.it


