Le Associazioni d’Arma,a che servono?
Subito dopo essermi congedato dalla Polizia di Stato,per sentirmi ancora agganciato all’Istituzione,mi sono iscritto all’ANPS-Associazione Nazionale Polizia di Stato,mi hanno chiesto 30 Euro per il tesseramento, in cambio mi hanno donato gli alamari da cucire in una giacca blu,una bustina quale copri capo con fregio della Polizia e una bandiera,dico al Collega,che devo fare con la bandiera,Lui,la porti quando dobbiamo commemorare qualche evento Patriottico,ho rifiutato gentilmente,rispondendo che sarei comunque stato presente, Dopo qualche mese avendo necessita’ di risolvere una pratica pensionistica inerente al Comitato di Verifica per le Cause di Servizio mi recavo presso l’ANPS dove mi veniva risposto che non era compito loro.
Commentate. G.Pino
Pubblichiamo la lettera di Patrizia
All’Attenzione di G.Pino
Ass. Capo Patrizia Capone Dott.ssa in Scienze dell’investigazione, specialistica in Psicologia e titolo di esperta in perizie grafologiche in servizio c/o, Commissariato Termoli, già segretario provincial Silp e successivamente segretario Provinciale Siap attualmente in pausa di riflessione. Abbiamo bisogno di gente competente che possa consigliare, aiutare i colleghi che devono affrontare la parte più complicate dell’Amministrazione: difendersi da ogni tipo di istanza rigettata solo perchè istanza senza tener conto dei diritti e non solo dei doveri dei dipendenti … le C.M.O. sembrano aver formato i loro medici non avvalendosi delle competenze di giudizio nel merito ma avvalendosi di collaboratori pronti a negare e sempre negare! motto obsoleto che non rispetta i diritti dei dipendenti che al 70% accettano i giudizi delle commissioni mediche senza farsi neppure accompagnare da un medico legale!
Sarei interessata a ricoprire la carica di Segretario Provinciale e Regionale SUPU-UGL per la sede Termoli (CB)
In Commissariato abbiamo una sede Anps fantasma che non serve a nulla . una vostra sede farebbe felici molti dipendenti .
Grazie infinite
“Larussa-Maroni,ci Avete Pugnalato alle Spalle! per le Prossime Elezioni Perderete almeno 30 Seggi!
SUPU- Il volere del Personale in Uniforme e’ che questo Governo vada a casa al piu’ presto possibile,nell’occasione citiamo un motto antico di origine Calabrese!
“U RISPETTU E’ MISURATU CU DI PORTA “NDAVI PURTATU”
G.Pino
Il Coisp: “Inutile che si dia alla macchia, non può cancellarci né ignorarci”.
Roma, 23 lug - “Il ministro Maroni penserà che siamo il suo incubo, e vorrà ancora di più scacciarci, cancellarci, eliminarci. Ma non può, né può ignorarci, perché ovunque vada troverà tanti di noi, tanti delle Forze di Polizia, tanti cittadini, che gli ricorderanno la bestialità di quello che lui e questo governo ipocrita stanno facendo ai veri servitori dello Stato. Ed è inutile che tenti di darsi alla macchia, o che continui a farci ostacolare, sorvegliare e braccare. Siamo poliziotti, conosciamo le regole, ma abbiamo un cervello, un orgoglio, una dignità e delle famiglie, e non arretreremo, perché abbiamo il dovere oltre che il diritto di dire quando le cose vanno a rotoli. Noi sappiamo bene cosa rappresenta un vero pericoloso incubo per la sicurezza dei cittadini, questa assurda manovra che metterà in ginocchio gli appartenenti al comparto”.
Franco Maccari, Segretario generale del Coisp, Sindacato indipendente di Polizia, commenta così una giornata particolarmente ricca di impegni per il Sindacato, impegnato nella campagna di protesta “Ci hanno pugnalato alle spalle”. Fin dal primo luglio manifestazioni di ogni genere si stanno susseguendo nelle varie città italiane, suscitando la partecipazione di media e cittadinanza, e scatenando reazioni spesso “inconsulte” di quell’espressione istituzionale che si rifiuta di confrontarsi proficuamente con gli appartenenti alle Forze dell’ordine. Così i membri del Coisp si sono visti opporre prescrizioni e divieti sempre più bislacchi nel corso delle settimane, nel tentativo - del tutto vano - di impedire loro di esprimere la propria protesta.
“Gli sforzi di chi - spiega Maccari - come il questore di Catanzaro o quello di Treviso che ci hanno irragionevolmente proibito di non manifestare in determinati luoghi per ‘proteggere’ alcuni rappresentanti istituzionali e politici dai nostri ‘attacchi terroristici’, o il prefetto che a Roma, nel corso della manifestazione davanti al Viminale ha dato di matto strappando il nostro striscione, sono assolutamente inutili. Non produrranno altro effetto se non quello di far conquistare a ciascuno di questi signori una nostra denuncia. Per il resto, la nostra voglia di fare e la nostra capacità di farci sentire non fa che aumentare”.
E così oggi anche il centro di Vicenza è stato invaso dalla processione di sagome di poliziotti con il coltello piantato nella schiena che, scortate dal chiassoso colore delle vuvuzelas, hanno portato in giro le ragioni di uomini e donne in divisa, che hanno ancora una volta portato il proprio grande striscione, barbaramente stracciato fuori dal Viminale da un prefetto alquanto zelante. “Ministro dimettiti anche tu”, era l’invito che campeggiava inizialmente sull’enorme manifesto. “Ma i danni subiti al Viminale non hanno cambiato di molto le cose - ironizza Maccari -… Lo striscione è stato strappato nella parte finale, così che la scritta rimasta ora è ‘Ministro dimettiti’… Ancora più incisivo!”.
La riuscita manifestazione di Vicenza non ha impedito ad alcuni membri del Coisp di realizzare un vero blitz a Venezia, dove Maroni è atterrato in mattinata. Alla banchina dove il ministro si è recato a prendere il mezzo che lo ha portato in giro ha infatti trovato un piccolissimo esercito delle inconfondibili sagome del Coisp, che lo hanno indotto a rintanarsi in gran fretta dentro al motoscafo. Ma la fuga è durata per poco. Prontamente i componenti del Sindacato si sono recati ad incrociarlo nuovamente sull’autostrada all’uscita per Treviso, dove si è poi tenuto un proficuo volantinaggio nella piazza generosamente concessa dal questore, dopo le “decine” richieste ma scartate.
I rappresentanti del Coisp sono stati guardati a vista e quasi letteralmente braccati, ed hanno persino rischiato di subire un tentativo di sequestro delle sagome.
“E’ veramente difficile descrivere quello che si prova a venire trattati così - conclude Maccari -, mentre si sta solamente tentando di chiedere ciò che ci spetta a chi dovrebbe tutelarci, proteggerci e valorizzarci. Chi ci governa vuole impedire la manifestazione del dissenso, senza rendersi conto che così le cose peggioreranno di minuto in minuto. Senza rendersi conto che chi è esasperato non si ferma”.
Ed il Coisp non si è fermato, neppure dopo una giornata di corse di qua e di là, ed ha pensato di concludere “in bellezza”… aspettando allegramente, sagome alla mano, nei pressi dell’aeroporto di Treviso dove era prevista la partenza del ministro Maroni alle 18 del pomeriggio!
E siccome la fortuna aiuta gli audaci ed il nervosismo invece no, l’intero corteo del Ministro Maroni ha sbagliato strada di imbocco dell’aeroporto entrando dritto dritto nell’esercito di sagome lì appostate. E per ben 2 volte ha dovuto subire il blocco da parte delle sagome perché l’intero corteo ha dovuto rigirarsi per ritornare sulla retta via passando ovviamente di nuovo ad ammirare l’intero esercito di sagome lì appostato.
E per non farlo sentire solo, la stessa accoglienza a Venezia questa mattina è stata riservata anche al Ministro Brunetta visto che il piccolo esercito era già appostato all’aeroporto.Commentate!
Coisp-G.Pino
Cari Colleghi,Ormai non ci sono piu’ Dubbi,Siamo il Bancomat del Governo Berlusconi!
Roma, 21 lug. - “Non siamo il bancomat di Tremonti”. Contro la manovra, protestano a Montecitorio le forze dell’ordine. Presenti
quasi tutte le sigle sindacali, dal Siap al Cocer della finanza, dal Silp Cgil all’Ugl Supu ,la Camera è assediata dai cori di quasi mille persone. Simbolo della manifestazione la sagoma di un poliziotto pugnalato alle spalle. E’ il trattamento ricevuto dall’esecutivo, spiegano mostrando i manifesti a lutto per e i nastri neri alle braccia. “La sicurezza è morta per mano del governo Berlusconi che l’ha trafitta con una pugnalata”, recitano i cartelloni. Arrivano il leader centrista Pier Ferdinando Casini e poi il vicesegretario del Pd Enrico Letta: “Non si può votare una manovra che trova i soldi per i truffatori delle quote latte e non da’ risposte a coloro che, dal mattino alla sera, garantiscono la sicurezza di milioni di italiani”, dice Casini. E Letta rincara: “E’ paradossale che dopo averne fatto il cavallo di battaglia della campagna elettorale, oggi Berlusconi con la manovra e le intercettazioni fa della sicurezza la propria vittima principale”. I Democratici chiedono “modifiche alla manovra oppure un decreto successivo per correggere le storture più inaccettabili”.
La piazza si scalda. Non manca qualche momento di tensione, quando la Cgil aggira un palazzo, sbuca da una via secondaria e rompe così il transennamento presisposto dai colleghi in servizio. Volano parole grosse, poi i dirigenti riportano la calma. Particolarmente delusi i finanzieri: “Sono un gabelliere gabbato”, recita la maglietta di un sottufficiale. “Il governo aumenta la sicurezza: ai semafori vanno via gli extracomunitari arrivano i poliziotti lavavetri”, gli fa eco la t-shirt di un collega. Passa un poliziotto con un cartello al petto. “Stipendi bassi come Brunetta”. Quando un deputato si azzarda a mettere fuori la testa dal palazzo viene subissato dai cori. “Ver-go-gna, ver-go-gna”. Al fianco dei lavoratori della sicurezza arriva anche Nichi Vendola. E’ consapevole di non essere tra i “suoi”. “Tranne gli uomini delle mie scorte, avete votato tutti a destra”, dice guardando i manifestanti. Solo un poliziotto lo affronta polemico urlandogli in faccia “abbasso Giuliani”. Gli altri applaudono, quando Vendola ricorda che “proprio per questo la protesta di oggi è molto importante. Perchè cade la maschera tremontiana di una sicurezza agitata dal governo come una droga e poi privata delle risorse essenziali per operare giorno dopo giorno al servizio dei cittadini. Vi hanno raccontato la più grossa panzana insistendo sulla propaganda securitaria. A loro piacciono gli stati d’eccezione. Voi lavoratori chiedete la sicurezza della normalità democratica”.
Calipari: Maroni plaude alla Polizia e Tremonti taglia
“Le bandiere di tutti i sindacati del settore sicurezza stanno sventolando da stamattina in piazza Montecitorio. La manifestazione unitaria di Siulp, Sap, Ugl Polizia di Stato, Siap, i sindacati della polizia penitenziaria e i Cocer delle Forze Armate contro i tagli della manovra economica dimostra l’abbandono di questo governo verso chi si occupa dell’incolumità dei cittadini”. Lo ha detto Rosa Villecco Calipari, partecipando alla protesta davanti alla Camera. “Anche oggi - sottolinea Calipari - è arrivato il plauso del ministro Maroni per l’operazione condotta nei confronti di uno dei clan più pericolosi della ‘ndrangheta. Caro ministro- conclude la vicepresidente- ben vengano i complimenti, ma questa manovra va a pesare sul comparto con un contributo dell’11%. Chiusura di commissariati, diminuzione delle volanti sul territorio, abbassamento alla lotta all’immigrazione clandestina e, in contemporanea, allungamento dei tempi per le richieste di soggiorno che consentono l’inserimento degli stranieri che onestamente lavorano nel nostro Paese. Questa è la politica del governo Berlusconi, le promesse e gli elogi non possono nasconderla”
grNet-G.Pino
Nemmeno la Sinistra piu’ Radicale Aveva Umiliato cosi Duramente le FFAA e FFPP!
Roma, 21 lug (Piazza di Montecitorio) - Il Sindacato di Polizia Siulp con le innumeroveli rappresentanze sindacali di tutte le Forze
dell’ordine è impegnato in un rumoroso sit-in davanti a Montecitorio. L’evento ha una portata storica sotto il profilo del significato. Organismi dello Stato che protestano contro l’esecutivo di Governo. L’assurdo. Il rumore è assordante, tra fischi, vuvuzelas e cori di protesta si ode un solo grido: “Vergogna”. Presenti molte compagini politiche quali il PD, IDV e UDC con Paladino e Casini in prima linea, ma anche Enrico Letta, Savino Pezzotta, Fiano, Cesa e Vendola, che hanno voluto essere presenti tra i tanti politici che dissentono da questa indecenza rilasciando interviste alle tante testate giornalistiche e televisive accorse sul posto. “Anziché tagliare le decine di miglia di auto blu e grigie come hanno fatto altri Stati dell’Unione Europea, al costo di 21 miliardi di euro, (da non considerare il calcolo del Ministro Brunetta che riguarda solo una parte di esse) equivalente all’intero costo dell’iniqua manovra finanziaria, pagate da ogni cittadino italiano in quote di 400 euro l’anno sulla tassazione “ordinaria”, la manovra diversamente, taglia i fondi per garantire il diritto alla sicurezza e alla legalità. Non vogliamo nessun bavaglio da nessuno, la gente deve sapere che è in pericolo la loro sicurezza privata e quella dello stato” questo il messaggio allarmante del Siulp.
grnet.
G.Pino
Signori Comandanti,basta poco per evitare certe disgrazie,ascoltate i vostri uomini!
Siamo veramente felici di aver risolto il grave problema alloggiativo della moglie di un Brg dei C.C,La quale pubblichiamo un sua lettera
Revoca alloggio
Napolitano Berlusconi Larussa-leggi tutto
G.Pino

