Una vittoria che cambia le regole del gioco
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Friuli Venezia Giulia ha emesso una sentenza di portata storica in materia di causa di servizio militare, annullando il decreto ministeriale che aveva negato il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio a un graduato aiutante dell’Esercito Italiano con 26 anni di carriera.
La sentenza, pronunciata nell’aprile 2026, applica integralmente i principi rivoluzionari dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (sentenze nn. 12-15 del 7 ottobre 2025) che hanno definitivamente invertito l’onere della prova nei casi di patologie oncologiche da esposizione a uranio impoverito e nanoparticelle di metalli pesanti.
Il militare, che ha prestato servizio in Iraq e Albania e frequentato per anni il Poligono di Teulada, aveva contratto una grave patologia oncoematologica al rientro dalle missioni. L’Amministrazione aveva negato per due volte il riconoscimento, nonostante evidenze scientifiche di eccezionale qualità.
La complessa vicenda giudiziaria è stata seguita fin dall’origine dallo Studio Legale dell’Avv. Patrizia Pino di Roma, che ha costruito una strategia difensiva basata su rigore scientifico e piena applicazione dei più recenti orientamenti giurisprudenziali.
La strategia vincente: prove scientifiche e applicazione dei nuovi principi
L’approccio metodologico dello Studio Legale Avv. Pino
La vittoria ottenuta è il risultato di un approccio tecnico-scientifico che ha combinato tre elementi fondamentali:
- Acquisizione di prove scientifiche incontrovertibili
Lo Studio ha coordinato l’esecuzione di analisi di spettrometria di massa ICP-MS presso laboratorio universitario certificato, che hanno documentato la presenza di diciassette metalli pesanti nei tessuti del militare in concentrazioni centinaia o migliaia di volte superiori ai valori normali della popolazione civile.
Elemento decisivo: i metalli rilevati corrispondevano esattamente a quelli tipizzati dalla normativa per i teatri operativi contaminati da uranio impoverito, configurando una prova scientifica diretta dell’esposizione.
- Consulenza medico-legale di altissimo profilo
È stata acquisita una perizia medico-legale di eccezionale qualità scientifica, basata su metodologia rigorosa sviluppata attraverso lo studio di oltre 400 casi analoghi, che ha accertato il nesso causale secondo il criterio del “più probabile che non” e quantificato un’invalidità complessiva del 77%.
- Applicazione anticipata dei principi dell’Adunanza Plenaria
Il ricorso ha fatto pieno riferimento ai principi consolidati dalla giurisprudenza di legittimità anche prima delle sentenze dell’Adunanza Plenaria dell’ottobre 2025, anticipando gli orientamenti che sarebbero stati definitivamente statuiti dalla Suprema Corte Amministrativa.
Il caso: 26 anni di servizio, due missioni critiche, una malattia devastante
Le esposizioni documentate
Il militare aveva prestato servizio in condizioni di esposizione estrema:
Albania Operazione KFOR
Quattro mesi in territorio contaminato dall’uranio impoverito utilizzato dalla NATO nel 1999. Attività quotidiana di trasporto e manutenzione mezzi con esposizione diretta alle polveri radioattive.
Iraq – Operazione Antica Babilonia
Sei mesi in attività ad altissimo rischio: recupero feriti da ordigni esplosi, pattugliamenti, scorte. Ogni intervento comportava esposizione alle polveri post-esplosione contenenti nanoparticelle di metalli pesanti.
Poligono di Teulada
Attività addestrative continuative con manipolazione di armamenti contenenti sostanze radioattive, senza adeguate protezioni individuali.
I dinieghi dell’Amministrazione: un caso paradigmatico
Il Comitato di Verifica per le Cause di Servizio aveva negato per due volte il riconoscimento con motivazioni generiche (“non risultano fattori specifici potenzialmente idonei”), ignorando completamente le evidenze scientifiche prodotte.
Fatto senza precedenti: la stessa Amministrazione della Difesa, riconoscendo implicitamente l’infondatezza del primo diniego, aveva richiesto il riesame del parere. Nonostante ciò, il Comitato aveva confermato il diniego senza alcun approfondimento delle prove scientifiche.
I principi affermati dal TAR: una svolta epocale
- Presunzione legale di nesso causale
“Una volta accertata l’esposizione in teatri operativi contaminati e l’insorgenza di patologia tumorale, si deve presumere il nesso causale”
Non serve più dimostrare il legame diretto tra missione e malattia: è sufficiente provare l’esposizione e la patologia.
- Inversione dell’onere probatorio
“Incombe sull’Amministrazione la prova contraria: deve dimostrare fattori esogeni dotati di autonoma ed esclusiva portata eziologica”
È il Ministero che deve provare cause alternative specifiche, non il militare che deve dimostrare il nesso.
- Censura dei dinieghi apodittici
“L’Amministrazione non può negare con mere formule di stile, ma deve motivare in modo specifico e convincente”
I pareri generici che si limitano a negare “l’esistenza di fattori specifici” senza individuare decorsi causali alternativi sono illegittimi.
- Responsabilità per violazione degli obblighi di sicurezza
Il TAR ha riconosciuto la responsabilità contrattuale del Ministero della Difesa per violazione dell’art. 2087 c.c., avendo esposto il militare a fattori di rischio senza adeguate protezioni e senza informazione sui pericoli specifici.
Il valore aggiunto della difesa tecnica specializzata
Perché la scelta del legale fa la differenza
Questa sentenza dimostra che nelle cause di servizio militare non basta un ricorso generico: serve un approccio tecnico-scientifico che l’Amministrazione non possa ignorare.
Gli elementi distintivi dell’assistenza dello Studio Legale Avv. Pino:
Coordinamento di analisi scientifiche certificate presso laboratori universitari
Selezione di consulenti medico-legali di comprovata esperienza nella materia specifica Ricostruzione documentale completa di tutte le esposizioni durante il servizio
Applicazione dei più recenti orientamenti giurisprudenziali anticipando gli sviluppi della materia
Strategia processuale articolata che ha portato all’accoglimento integrale del ricorso
La differenza tra un ricorso ordinario e una difesa tecnica vincente
Ricorso ordinario:
Elenca genericamente le missioni svolte
Allega documentazione sanitaria standard
Si limita a invocare principi giurisprudenziali
Difesa tecnica dello Studio Avv. Pino:
Acquisisce prove scientifiche oggettive (analisi ICP-MS)
Coordina perizie medico-legali di altissimo profilo
Dimostra la corrispondenza normativa tra metalli rilevati e fattori di rischio tipizzati
Applica i principi più recenti prima ancora che diventino orientamento consolidato
Costruisce un castello probatorio inattaccabile
Le implicazioni per migliaia di militari
Questa sentenza apre nuove prospettive per tutti i militari che:
Hanno prestato servizio in teatri operativi contaminati (Iraq, Afghanistan, Kosovo, Bosnia, Somalia)
Hanno svolto attività presso poligoni militari con munizionamento pesante
Hanno contratto patologie oncologiche dopo le missioni
Si sono visti negare la causa di servizio con motivazioni generiche
Il messaggio è chiaro: i dinieghi apodittici non sono più ammissibili. L’Amministrazione deve valutare caso per caso le evidenze scientifiche e motivare in modo specifico.
Chi ha seguito la causa
Studio Legale Avv. Patrizia Pino
mail: avvpatriziapino196@gmail.com
L’approccio dello Studio
Ogni causa di servizio richiede un approccio personalizzato che combini:
Analisi scientifica rigorosa dei fattori di esposizione
Consulenze tecniche di altissimo profilo
Conoscenza approfondita della giurisprudenza più recente
Strategia processuale articolata su più livelli di tutela
Se ti riconosci in questa situazione
Cosa fare se sei un militare nella stessa condizione
STEP 1 – Raccolta documentazione
Documenta tutte le missioni svolte, teatri operativi, poligoni frequentati, mansioni specifiche
STEP 2 – Certificazione medica completa
Ottieni tutta la documentazione sanitaria relativa alle patologie contratte
STEP 3 – Valutazione analisi scientifiche
Considera l’opportunità di analisi ICP-MS presso laboratori certificati per documentare eventuale bioaccumulo
STEP 4 – Consulenza legale specializzata
Rivolgiti a un professionista che conosca in profondità i nuovi principi dell’Adunanza Plenaria e abbia esperienza specifica nella materia
Questa sentenza dimostra che la differenza tra un diniego e un riconoscimento sta nella qualità della difesa tecnica.
Non basta più un ricorso generico che si limiti a elencare missioni e patologie: serve un approccio scientifico rigoroso che fornisca all’Amministrazione e al giudice prove oggettive incontrovertibili.
Lo Studio Legale dell’Avv. Patrizia Pino ha dimostrato che investire in analisi scientifiche di qualità e consulenze medico-legali di alto profilo porta a risultati concreti anche nei casi più complessi.
Il messaggio per i militari che hanno sacrificato la salute servendo il Paese è chiaro: la tutela giuridica efficace esiste, ma richiede competenza tecnica specializzata e approccio metodologico rigoroso.
Il caso è descritto in forma anonimizzata nel rispetto della privacy del cliente e del segreto professionale.