Vallanzasca!



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  • One Comment to Vallanzasca!

    1. RUBINO ROSARIO ha detto:

      Carissimo sig. Colonnello Antonio Pappalardo, Presidente di “Italia Unita Federale”

      Come già espresso in altre missive, al riguardo dell’uso della parola e dei comportamenti sociali all’interno delle istituzioni ed esteriormente al pubblico. di Noi militari, i quali adottiamo in maniera a volte disuguale come dei camaleonti ben addestrati prima , durante e dopo la nostra vita da Bravi Carabinieri , non posso fare a meno di notare nella sua ultima lettera “ Curnutu e figghiu ri buttana!” una frase che riporto testualmente:

      “E i magistrati che dovrebbero applicare la legge, soprattutto nei confronti di questi aborti dell’umanità, li mettono fuori “

      Nel condividere in pieno la sua esternazione rispetto al soggetto Vallanzasca, e nel percepire tra le righe del suo commento ancora una grande voglia di battersi per l’istituzioni, che purtroppo ancor oggi alcuni non hanno ancora capito e compreso che il silenzio, che alcune volte deve anche esserci , non sempre paga, ma alla lunga non solo si ritorce contro ma diventa agli occhi degli estranei una vera e propria manifestazione mafiosa.

      Non solo, parlare oggi è diventato un pericolo, ovvero esprime in maniera chiara e trasparente le proprie opinioni nel rispetto del vivere democratico e costituzionale .

      Nella frase che lei cita , voglio esprimere un mio concetto, non per contraddirla, ma per far risaltare alcune considerazioni di carattere costituzionale del diritto che se non si sottolineano in maniera chiara e comprensibile verso coloro che ignorano le disposizioni di legge costituzionali , delle leggi nazionali ed internazionali , possano fraintendere la sua affermazione.

      Nello specifico sembrerebbe prendersela con i Magistrati che non applicano la Legge , anzi sembrerebbe che facciano l’opposto.

      Lei mi insegna che cosi non è non solo, l’organo della Magistratura quale secondo potere Giudiziario dello stato Italiano dopo quello Politico Legislativo del Parlamento, seguito da quello Esecutivo non ha altri compiti come ben si legge in :
      La giurisdizione è la potestà di applicare il diritto oggettivo, interpretandone le norme e rendendole operanti nel caso concreto, per risolvere le controversie in posizione di terzietà, ossia di indipendenza rispetto alle parti e di indifferenza riguardo all’esito della controversia. Il procedimento attraverso il quale il giudice esercita la funzione giurisdizionale è detto processo. Negli ordinamenti dove vige la separazione dei poteri, i giudici costituiscono uno dei tre poteri dello stato: il potere giudiziario. E proseguo :
      Il potere giudiziario è quel potere che in quanto organo costituzionale permette in via definitiva e autonoma di risolvere una controversia di natura civile, penale e amministrativa (secondo le diverse giurisdizioni) applicando la legge; nel rispetto del contraddittorio delle parti, trasparenza del procedimento e motivazione della decisione, da parte di un giudice terzo
      Pertanto a rigor di logica non posso pensare che un qualsiasi Magistrato, che sapendo bene tutti, che per giungere a tale Traguardo di Carriera lo abbia fatto con non pochi sacrifici, e con Studi di Giurisprudenza non certamente e minimamente paragonabili ad un qualsiasi avvocato e con la coscienza sicuramente sgombra da qualsiasi influenza politica e ideologie strane, NON applicare la legge .
      Io penso purtroppo che e’ proprio la LEGGE che sia sbagliata, quella legge che il primo potere dello stato ( il Parlamento ), cui il Popolo Sovrano con un segno X chiuso in una Urna Elettorale decida le sorti Sue e quello di un Intero Popolo.
      Il legislatore , il parlamento con le sue leggi fa si’ che:
      1. un Valanzasca abbia il premio partita,
      1. un Cesare Battista rimanga impunito in Brasile.
      2. uno come Brusca anche se pentito , sta meglio della famiglia Di Matteo.
      3. tanti Politici si possano sedere in quel seggio parlamentare anche se colpevoli di Reati
      4. o come sostiene Lei “magistrati che calpestano la legge”
      E andate avanti voi , penso che l’elenco non terminerebbe Mai.
      Penso ai tanti magistrati che insieme a Noi Forze dell’ordine quotidianamente rischiano la vita per quattro soldi cercano di far rispettare la legge, in contrapposizione a tanti politici che per tanti soldi, ci governano e legiferano queste leggi e la poltrona non la lasciano andare neanche a morire.
      In un a Tesi di Laurea espressi testuali parole :
      LA COLPA NON E’ DELLA LEGGE MA DEGLI UOMINI E DIVENTA SEMPRE MENO IL NUMERO DI COLORO CHE OSTINATAMENTE FANNO IL GIUSTO, OSTINATAMENTE SI OPPONGONO ALL’INGIUSTO.
      A partire dall’antichità sia con Cicerone ed Aristotele a finire a San Tommaso d’Aquino i quali sostengono che la legge non è la stessa cosa del Diritto ( lex non est ipsum ius ) , teoria sostenuta anche dal Savigny che scrisse “ il diritto è la vista stessa del popolo vista da un speciale angolo” ne deriva la conclusione condivisa a livello universale e che il diritto non è la norma , ma il giusto agire.
      Ma il giusto agire nell’età contemporanea è piena di contraddizioni e incoerenze e fa si che il diritto corrente viene invalidato da contrapposizioni ideologiche, conflitti di poteri, ignoranza, arroganza, individualismo, il tutto legato a consuetudini , tradizioni, radici storiche , sociali, politiche religiose e morali dei popoli.
      Nella disamina della tesi sostengo altresì che alla formazione del diritto concorrono tre elementi : LA LEGGE, I FATTI NELLA LORO REALTA’ EFFETTIVA E LA PERSONALITA’ DEL GIUDICE.
      Nella scienza giuridica l’oggettivismo assoluto non esiste perché la LEGGE risulta SEMPRE incompleta ed il giudice è chiamato continuamente ad integrare le lacune del testo normativo.
      La sua affermazione nel definire i Magistrati delle volte calpestatori di leggi sarebbe secondo me, forse meglio collocarli in un contesto diverso, inadeguato alle loro funzioni , ( non sono loro proposti a formare la legge ) anche se come detto prima svolgono una funzione riproduttiva e anche essenzialmente creativa “ dove il giudice, magistrato non può e non deve mettere a tacere il suo io, anzi deve conservarlo e criticamente impiegarlo.
      La legge dunque concorre alla formazione del diritto , ma da sola non basta , perché è astratta ed incompleta, l’incompletezza non per difetto ma quasi per necessità. dovendosi essa confrontare continuamente con una realtà infinitamente varia ed uniforme.
      Da ciò si deduce che la certezza del diritto è venuta a mancare.
      Constatiamo che tanto i motivi proclamati in nome della giustizia quanto quelli richiesti dall’utilità hanno la loro radice nei sentimenti umani della paura, dell’istinto di autoconservazione , del desiderio di vendetta, della sete di POTERE dove la Calsse dominante , che , attraverso il diritto , opera delle concessioni parziali a favore dei Dominanti.
      Questo Caos Giuridico pone alcuni magistrati a decisioni molte volte difficili , dove ci sono casi in cui non si sa se ci sia diritto o meno quindi viene spontaneo chiederci, perché il LEGISLATORE è impotente di fronte a tale dubbio giuridico ?
      La risposta è semplicissima dove vi è il diritto vi sono obblighi, cioè non Libertà , ma anche la costrizione è non libertà, anche l’obbligo morale è non libertà, e che cos’è una norma se non un’abitudine di comportamento non osservando la quale si incorrerà prevedibilmente in un rimprovero o in un castigo ?
      OGGI TUTTO CIO’ è INPEMSABILE oggi il legislatore deve pensare come un filosofo , ma parlare come un contadino , ovvero usare un linguaggio esatto e universale, accessibile e chiaro, evitando di incorrere successivamente ad incomunicabilità, inesattezze e norme lacunose permettendo poi al GIUDICE, MAGISTRATO di svolgere un ruolo a lui non consono, ovvero quello di legislatore, attraverso l’applicazione e l’interpretazione della norma, non garantendo un giusto diritto , ma apre la via all’arbitrio se non addirittura in un conflitto fra poteri.

      Quindi per concludere sarebbe facile dare la colpa al Legislatore è pertanto esatto anche affermare che
      1. Il Legislatore si sente forte dal voto popolare e quindi democraticamente eletto dare atto a prerogative, azioni, accordi e programmi scaturiti nelle campagne elettorali .
      2. Chiudendo il circolo democratico dello stato di diritto è sempre il POPOLO SOVRANO che costruisce quello stato di diritto chè più ritiene adatto alle sue origini , tradizioni culturali, etniche e religiose, nonché eventualmente democratiche se lo ritiene opportune.
      Pertanto bisogna obbedire alla legge non già perche essa è giusta ma soltanto perché è legge. L’osservanza della forma costituzionale è indispensabile per inserire il progetto di legge nel meccanismo sociale e far si che la disposizione in esso contenute siaano rispettate o contrariamente si deve addivenire ad una nuova costituzione che servi di base per la creazione di nuovi leggi, ovvero una situazione RIVOLUZIONARIA accompagnata dalla forza e della propaganda per preparare gli animi ad accogliere i nuovi imperativi.
      IMPERATIVI che lei ben marca quali:
      Ma quando gli uomini delle Forze armate e dell’ordine staranno tutti insieme per
      far rispettare le leggi? Quando capiranno che sono rimasti solo loro, con tanti
      cittadini che sono ormai atterriti e sfiduciati, a reggere questa malandata baracca?
      Quando faranno sentire la loro voce tonante contro coloro che stanno sconquassando
      la civile e ordinata convivenza?

      Con stima ed affetto Luogotenente Rubino rosario

      Grazie Antonio per la tua riflessione,prego i Colleghi di commentare.
      G.Pino

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