SUPU: Nuova opportunita' di impiego nell'Arma dei Carabinieri per l'anno 2014






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SUPU:Ricorso collettivo al fine di domandare il riconoscimento, con decorrenza 1° gennaio 2015, dei riflessi pensionistici per tutti gli appartenenti al personale militare e della Polizia di Stato collocato in quiescenza e/o in ausiliaria dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2014, periodo in cui ha trovato applicazione il blocco del cosiddetto “tetto salariale” e degli altri automatismi di progressione stipendiale ed alle promozioni conseguiti nel predetto arco temporale, ai sensi dell’articolo 9, commi 1 e 21, del decreto legge 31 maggio 2010, nr. 78, successivamente convertito nella legge 30 luglio 2010 nr. 122. Si intende promuovere la raccolta di un nuovo gruppo di adesioni volto alla proposizione del predetto ricorso, entro e non il 15 marzo 2018, anche in considerazione della recente sentenza positiva della Corte dei Conti Regione Calabria. Il ricorso collettivo mira a richiedere la rideterminazione della base pensionabile ai fini del trattamento di quiescenza spettante al personale cessato dal servizio durante il periodo di blocco e il conseguente riconoscimento della riliquidazione del trattamento pensionistico con decorrenza 1° gennaio 2015. Potrà partecipare tutto il personale militare e della Polizia di Stato collocato in quiescenza e/o in ausiliaria dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2014. Per ulteriori informazioni contattare il numero 346.5129456 o inviare una mail all’indirizzo mail avvpatriziapino196@gmail.com

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  • One Comment to SUPU: Nuova opportunita' di impiego nell'Arma dei Carabinieri per l'anno 2014

    1. Francesco ha detto:

      INFODIFESA.IT
      Articolo pubblicato venerdì 28 febbraio 2014
      SICUREZZA: GALLITELLI, NON PRIVARE ITALIA DI STAZIONI ARMA SU TERRITORIO

      Tre mesi fa era stato il capo della polizia Alessandro Pansa a lamentarsi per i tagli alle forze dell’ordine. Oggi e’ toccato al comandante generale dei carabinieri, Leonardo Gallitelli, lanciare un forte appello alla politica affinché intervenga a favore degli uomini e delle donne in divisa, il cui morale e’ in picchiata a causa dei blocchi stipendiali.
      Come conferma anche la mobilitazione di sindacati e Cocer.
      Gallitelli ha parlato davanti alla commissione Antimafia. “E’ ora – ha detto – di ripristinare l’attenzione verso le risorse da dare alle forze dell’ordine, perché altrimenti il personale si demotiva quando non si danno promozioni e si bloccano gli stipendi per quattro anni”. Quest’esigenza, ha aggiunto, “si fa pressante anche per il numero di personale che ci manca: i Carabinieri sono 103mila, quando dovrebbero essere 118mila”.
      Il comandante dell’Arma ha voluto poi manifestare tutto il suo orgoglio per i presidi dei carabinieri presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale. “Ci sono – ha sottolineato Gallitelli – 4.608 stazioni e 55 tenenze dei carabinieri sul territorio e noi difendiamo a tutti i costi questo presidio che non appartiene all’Arma ma agli italiani e non vogliamo privare gli italiani della sicurezza ravvicinata”. Infatti, ha proseguito, “assistiamo ad una progressiva desertificazione della struttura pubblica vicina al cittadino: dagli uffici postali alle banche, dalle scuole ai presidi sanitari: non priviamo il cittadino della sicurezza. Più del 50% degli italiani – ha aggiunto – ha come unico riferimento istituzionale la stazione dei carabinieri”.
      Gallitelli non l’ha detto esplicitamente, ma questo richiamo accorato potrebbe essere legato al piano di razionalizzazione dei presidi delle forze dell’ordine sul territorio che il Dipartimento della pubblica sicurezza sta predisponendo. Proprio a causa dei tagli degli organici – anche la polizia e’ sotto di 15mila unità – si punta a sinergie ed accorpamenti dei presidi delle diverse forze di sicurezza in Italia, con soppressioni per evitare duplicazioni. Un piano contro cui si sono già mobilitati i sindacati di polizia che paventano la “chiusura selvaggia di centinaia di uffici”.
      All’appello del comandante dell’Arma si e’ così associato il sindacato di polizia Silp-Cgil. “L’allarme demotivazione da parte delle forze dell’ordine a seguito del blocco degli stipendi e delle promozioni lanciato dal gen. Gallitelli – ha detto il segretario Daniele Tissone – non fa che confermare il disagio che vivono tutti gli operatori della sicurezza a causa dei tagli inferti ai capitoli di spesa delle diverse amministrazioni nonché ai diritti delle donne e degli uomini in divisa”.

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