Ricevere del “TU” da un maresciallo dell’Arma? Le emozioni non finiscono mai. Avevo provato un forte sentimento nel momento in cui ho sostato in preghiera davanti al monumento che ricorda il Ten. Col. Giuseppe Russo, ucciso dalla mafia, a Bosco Ficuzza. Ne provo un’altra e molto forte: un maresciallo dell’Arma, in merito all’articolo che ho scritto sull’eroico ufficiale, così mi scrive: “Caro Generale, leggo sempre con piacere e, a volte, amarezza quello che scrivi. Questa volta mi sono commosso! La semplicità con cui hai scritto ha raggiunto il mio cuore: complimenti! Sai trasmettere le emozioni che senti e fai si che anche ignari lettori le facciano proprie. Scusami se, da semplice maresciallo, mi permetto di darti del "tu", ma sono convinto, leggendo costantemente quello che scrivi di essere diventato, senza conoscerti, tuo amico e ai miei amici do’ sempre del "tu" siano essi superiori o colleghi, esimi e titolati professionisti o semplici, ma altrettanto speciali, operai. Ti saluto con stima”. Gli ho risposto che per me era un onore ricevere del “Tu” da un maresciallo dell’Arma. Mi sono chiesto: “Ci sono miei colleghi che hanno mai avuto un simile onore?”. Penso proprio di no! Perché il “Lei”, che il regolamento di disciplina militare impone nei rapporti verbali ed epistolari fra superiore e inferiore, non è meritato. Spetta per regolamento. Il “Tu”, guadagnato sul campo in tal modo, è una medaglia al valore. Chissà se i miei colleghi afferrano un simile concetto! Napoleone Bonaparte era tanto amato dai suoi uomini perché era solito intrattenersi con loro e discutere con essi dei loro problemi, anche quelli più spiccioli. Ma con animo sincero. Mai fingendo! Altrove, 25 novembre 2013 Antonio Pappalardo



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SUPU:Ricorso collettivo al fine di domandare il riconoscimento, con decorrenza 1° gennaio 2015, dei riflessi pensionistici per tutti gli appartenenti al personale militare e della Polizia di Stato collocato in quiescenza e/o in ausiliaria dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2014, periodo in cui ha trovato applicazione il blocco del cosiddetto “tetto salariale” e degli altri automatismi di progressione stipendiale ed alle promozioni conseguiti nel predetto arco temporale, ai sensi dell’articolo 9, commi 1 e 21, del decreto legge 31 maggio 2010, nr. 78, successivamente convertito nella legge 30 luglio 2010 nr. 122. Si intende promuovere la raccolta di un nuovo gruppo di adesioni volto alla proposizione del predetto ricorso, entro e non il 15 marzo 2018, anche in considerazione della recente sentenza positiva della Corte dei Conti Regione Calabria. Il ricorso collettivo mira a richiedere la rideterminazione della base pensionabile ai fini del trattamento di quiescenza spettante al personale cessato dal servizio durante il periodo di blocco e il conseguente riconoscimento della riliquidazione del trattamento pensionistico con decorrenza 1° gennaio 2015. Potrà partecipare tutto il personale militare e della Polizia di Stato collocato in quiescenza e/o in ausiliaria dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2014. Per ulteriori informazioni contattare il numero 346.5129456 o inviare una mail all’indirizzo mail avvpatriziapino196@gmail.com

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