La Repubblica delle Banane



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  • 3 Comments to La Repubblica delle Banane

    1. Giovanni ha detto:

      E meditiamo si che meditiamo. Leggete il post “MORTI BIANCHE PIU’ MEZZI AI CARABINIERI” e li vi rendete conto che la casta delle auto blu e qualcosa di più grande. Comunque un reparto dei Carabinieri continua a non avere auto di servizio ed effettuare la attività istituzionale con auto private.
      Meditate gente Meditate !!!!!!

    2. TV Falco Rosso ha detto:

      L’ottica di riduzione della spesa pubblica impone, almeno in linea di principio, la razionalizzazione delle risorse nel sistema generale che non va dal basso all’alto ma all’opposto in quanto è chi dirige che deve dare l’esempio su come si deve procedere! Una soluzione veloce che si può adottare è quella non di tagliare le vetture ai servizi di stato ma quella di condividerle tra gli utenti, cosi se il sottosegretario vuole l’auto con l’autista, dovrà organizzarsi con altri colleghi ad usare la stessa vettura al meglio ecc. ecc., cosi facendo il numero di vetture crolla ed anche il numero del personale adetto, invece chi lavora per il servizio di emergenza e controllo potrà avere le vetture di cui abbisogna. Una progettazione della esigenza fatta in chiave ingegneristica potrà dare comunque migliori soluzioni, efficenti e grandi risparmi. Potremmo costituire con i militari precari unità di valutazione per gli sprechi nella P.A. ecc., basate su criteri di reeengineering, ma sappiamo sin da ora che questo non avverà mai. I tagli si fanno solo per la base, almeno sino ad ora.

    3. Roberto Mattei ha detto:

      Problema.

      Una strada comunale presenta un manto stradale completamente disconnesso: buche, crepe, dossi, cedimenti, ecc. .
      Dato l’intenso traffico di mezzi pesanti e le basse temperature della zona, il problema si presenta con una certa frequenza (approssimativamente ogni due mesi), causando rallentamenti del traffico che si traducono in code chilometriche.
      Cosa farà il nostro comune per la risoluzione del problema?
      La risposta è semplice. Programmerà dei lavori di minuto mantenimento, consistenti in opere di copertura delle buche e riporti di asfalto oppure, in sede di consiglio, proporrà, se presente, la deviazione del traffico pesante su una strada secondaria.
      Quanto sopra è un modo di pensare tutto pubblico che non riesce a distinguere tra una “azione di soccorso” ed una “azione correttiva” nel SISTEMA.
      Nel primo caso siamo di fronte ad un’opera di tamponamento, immediatamente percepibile dal cittadino che, affidandosi ai sensi (cioè a ciò che istantaneamente vede) e non alla ragione promuove ai pieni voti l’attività dell’amministrazione comunale. Trattandosi tuttavia di un’azione di soccorso il problema si presenterà nuovamente a breve termine.
      Il secondo caso prevede la soluzione vera del problema e consiste nell’attuazione di una serie di interventi: asportazione del manto stradale, rinforzo del fondo, asfaltatura completa della strada, ecc. . Si tratta di un’azione che comporterà sicuramente dei “sacrifici” da parte degli automobilisti, costretti a subire per lungo tempo nuove inefficienze. Il cittadino punterà subito il dito contro l’amministrazione comunale, incapace, almeno in apparenza, di risolvere determinate problematiche senza causare disservizi ma, alla fine dei lavori, potrà finalmente fruire di una strada comoda, sicura e scorrevole.
      Spesso, tuttavia, si preferisce optare per l’azione di soccorso, in maniera tale da continuare a ricevere delle assegnazioni finanziarie sui capitoli di spesa di pertinenza ed avere sempre disponibilità nelle proprie casse, da utilizzare per altre spese.
      Come vedete, la razionalizzazione /ottimizzazione delle risorse, che dovrebbe essere attuata da ogni ente dello stato, viene prevalicata sempre da altri interessi: politici, finanziari, ecc. e sarà sempre così se non si interverrà in maniera incisiva.
      In questo mondo di “furbetti”, l’incapacità di problem solving è voluta. Nel caso appena descritto, “non risolvere” è sinonimo di “continuare a fruire” (cioè continuare a ricevere denaro all’infinito per altri intenti).
      Condivido pienamente le affermazioni dell’amico Falco Rosso ma, aimè, difficilmente attuabili nel contesto pubblico.

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