Antonio Pappalardo:Riordino delle Carriere






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SUPU:Ricorso collettivo al fine di domandare il riconoscimento, con decorrenza 1° gennaio 2015, dei riflessi pensionistici per tutti gli appartenenti al personale militare e della Polizia di Stato collocato in quiescenza e/o in ausiliaria dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2014, periodo in cui ha trovato applicazione il blocco del cosiddetto “tetto salariale” e degli altri automatismi di progressione stipendiale ed alle promozioni conseguiti nel predetto arco temporale, ai sensi dell’articolo 9, commi 1 e 21, del decreto legge 31 maggio 2010, nr. 78, successivamente convertito nella legge 30 luglio 2010 nr. 122. Si intende promuovere la raccolta di un nuovo gruppo di adesioni volto alla proposizione del predetto ricorso, entro e non il 15 marzo 2018, anche in considerazione della recente sentenza positiva della Corte dei Conti Regione Calabria. Il ricorso collettivo mira a richiedere la rideterminazione della base pensionabile ai fini del trattamento di quiescenza spettante al personale cessato dal servizio durante il periodo di blocco e il conseguente riconoscimento della riliquidazione del trattamento pensionistico con decorrenza 1° gennaio 2015. Potrà partecipare tutto il personale militare e della Polizia di Stato collocato in quiescenza e/o in ausiliaria dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2014. Per ulteriori informazioni contattare il numero 346.5129456 o inviare una mail all’indirizzo mail avvpatriziapino196@gmail.com

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  • 7 Comments to Antonio Pappalardo:Riordino delle Carriere

    1. Marco ha detto:

      Sig. Generale,
      nel mio intervento di ieri, relativo all’articolo della redazione SUPU del 15/09/2012 (con il quale veniva annunciato il ricorso), avevo esposto tutte le mie riserve sulla buona riuscita dell’azione legale.
      Il parere dell’Avv. Raneri conferma tali riserve ed il seguente passaggio, secondo me, non lascia spazio ad alcun margine di manovra: “…non è possibile richiedere all’Autorità Giudiziaria di sostituirsi al potere
      legislativo per dettare e colmare il richiamato vuoto normativo sul riordino delle carriere, in ogni caso
      numerose e significative pronunce giurisprudenziali hanno già frenato la corsa di coloro che hanno ritenuto
      possibile adire l’autorità giudiziaria per censurare l’inoperosità del parlamento e denunciare l’inettitudine
      della politica.” Inoltre, se anche il Consiglio di Stato ( ex plurimis set. n. 2324/2011) afferma che le disposizioni normative che disciplinano le funzioni e i compiti degli appartenenti alle forze dell’ordine non possono essere censurate (in linea di principio) in quanto “…frutto dell’ampio potere discrezionale rimesso al legislatore in tema di inquadramento del personale e di articolazione delle
      qualifiche”…perchè imbattersi in una battaglia già persa in partenza? Comprendo i buoni propositi e li condivido ma dobbiamo anche essere realisti. Se poi verrà individuato un legale disposto a percorrere la strada giurisdizionale al solo fine di ‘sensibilizzare’ chi di dovere ad affrontare la problematica, si può anche fare ma bisogna essere chiari sin dall’inizio nell’affermare che quello è il solo fine e che non dobbiamo aspettarci nulla di più.
      Cordialmente
      Marco

      Caro Marco,

      il tuo ragionamento sarebbe inoppugnabile se il Governo non avesse del tutto attuato la delega.

      Invece ha emesso un decreto di riordino solo dei vertici e non anche degli altri.

      Noi non impugniamo le legge delega, che nonpuò essere impugnata, ma quel decreto attuativo, che è discriminatorio.

      Per questo motivo ho dato incarico ad altro legale di valutare l’intera problematica.

      Con un forte abbraccio

      Antonio Pappalardo

    2. Marco ha detto:

      Sig. Generale,
      sono spariti i miei due post relativi al ricorso!!
      Comunque il parere fornito dall’Avvocato, a mio parere, oltre ad essere inappuntabile non lascia spazio ad alcun margine di manovra. Il TAR non può sostituire il potere legislativo e colmare le sue lacune. Condivido però le sue considerazioni ed i buoni propositi della sua iniziativa.
      La ‘previdenza complementare’ ed il ‘riordino delle carriere’ sono priorità importantissime e ben venga qualsiasi iniziativa tesa a sensibilizzare l’opinione pubblica e chi di dovere sul tema.
      Cordialmente

      Caro Marco,

      Caro Marco,

      il tuo ragionamento sarebbe inoppugnabile se il Governo non avesse del tutto attuato la delega.

      Invece ha emesso un decreto di riordino solo dei vertici e non anche degli altri.

      Noi non impugniamo le legge delega, che nonpuò essere impugnata, ma quel decreto attuativo, che è discriminatorio.

      Per questo motivo ho dato incarico ad altro legale di valutare l’intera problematica.

      Con un forte abbraccio

      Antonio Pappalardo

    3. Marco ha detto:

      Sig. Generale,
      la ringrazio per la risposta. Alla luce del parere negativo del legale incaricato come pensa di portare avanti questa importante battaglia? Chiederà la disponibilità ad altri legali per seguire comunque la strada del ricorso o valuterà altre iniziative?
      Cordialmente
      Marco

      Caro Marco,

      il tuo ragionamento sarebbe inoppugnabile se il Governo non avesse del tutto attuato la delega.

      Invece ha emesso un decreto di riordino solo dei vertici e non anche degli altri.

      Noi non impugniamo le legge delega, che nonpuò essere impugnata, ma quel decreto attuativo, che è discriminatorio.

      Per questo motivo ho dato incarico ad altro legale di valutare l’intera problematica.

      Con un forte abbraccio

      Antonio Pappalardo

    4. Marco ha detto:

      Sig. Generale,
      in effetti, l’oggetto del ricorso sarebbe il contenuto, o meglio, ciò che NON è contenuto nel decreto attuativo.
      Quindi non si tratterebbe più di “censurare l’inoperosità del parlamento e denunciare l’inettitudine della politica” – azione non consentita – ma di impugnare un provvedimento normativo ritenuto incompleto e discriminatorio dal quale è scaturito un danno per il personale. E fin qui potrebbe anche andare. Rimane però il dubbio dovuto alla sentenza del Consiglio di Stato (ex plurimis set. n. 2324/2011), secondo la quale le disposizioni normative che disciplinano le funzioni e i compiti degli appartenenti alle forze dell’ordine non possono essere censurate (in linea di principio) in quanto “…frutto dell’ampio potere discrezionale rimesso al legislatore in tema di inquadramento del personale e di articolazione delle
      qualifiche”. Su questo aspetto, però, dovrà essere abile il legale eventualmente incaricato ad evidenziare il carattere discriminatorio della norma.
      In ogni caso, sono convinto che il ricorso raccoglierà molte adesioni (sopratutto se ben pubblicizzato) mettendo subito in chiaro le reali possibilità di accoglimento e lo scopo dell’azione legale.
      Distinti saluti

      Certo, se saremo in tanti …”

      Un cordiale saluto

      Antonio Pappalardo

    5. Marco ha detto:

      Sig. Generale,
      la ringrazio per la risposta. Anche se l’oggetto del ricorso sarà il decreto attuativo, la sentenza del Consiglio di Stato (ex plurimis set. n. 2324/2011) mi pare pesante come un macigno. Però si può provare per non lasciare nulla di intentato ed il legale incaricato dovrà essere molto abile ad evidenziare e circostanziare il carattere discriminatario della norma. Se l’azione sarà ben pubblicizzata, se avrà un costo ragionevole e, sopratutto, se saranno chiariti da subito gli obiettivi e le reali possibilità di accoglimento, credo che ci saranno molti aderenti.
      Cordialmente
      Marco

    6. Marco ha detto:

      Sig. Generale,
      ci sono novità sul ricorso?
      Ci tenga informati!
      Grazie
      Marco

    7. Marco ha detto:

      Sig. Generale,
      ci tenga informati sull’eventuale partenza dell’azione legale!
      Ci sono novità sul nuovo parere legale da Lei richiesto?
      Cordialmente

      OK
      Saluti
      A.P

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